Le parole della traduzione

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Glossario dell'editoria
Le parole della traduzione

 

 

Al glossario dell’editoria si aggiungono le parole di chi si occupa di aprire la casa editrice all’estero, di chi fa da ponte fra la nostra lingua e quelle degli altri paesi: il traduttore.
A suggerirle, Sara Reggiani, co-fondatrice di Edizioni Black Coffee e traduttrice; Cristiana Mennella, traduttrice, fra gli altri, di William ­T. Vollmann, Paul Auster, Jeff Vandermeer; Assunta Martinese, in redazione a minimum fax dove si occupa anche di revisioni, traduttrice, fra gli altri, di Sara Taylor e David Means; Tiziana Bello, rights manager minimum fax.
Saranno le docenti del nostro corso di Traduzione, insieme a Luca Briasco.

 

Professionalità: il modo in cui ci si presenta, in questo come in ogni ambito, è importante; è necessario che il traduttore prepari con cura la propria proposta e si rivolga all’editore solo dopo aver studiato il suo catalogo. Il traduttore insomma deve dimostrare di avere ben chiaro quel che fa e di saper svolgere il proprio lavoro con professionalità.

Pazienza: il traduttore deve essere paziente; una volta proposto un testo, non può stressare l’editore finché non gli dà una risposta, deve capire che i tempi di definizione del programma editoriale sono molto dilatati. Anche qui si tratta di buon senso e di garbo. Se invece si candida per tradurre un testo già scelto dall’editore e l’editore non risponde, non deve desistere, ma riprovare più avanti (spesso è solo tempistica).

Determinazione: vedi sopra. Il traduttore ha molti strumenti a sua disposizione per “convincere” l’editore a metterlo alla prova. Uno di questi è la determinazione. Personalmente apprezzo molto chi sa dimostrarmi di avere come obiettivo quello di lavorare proprio con me e non si arrende al primo rifiuto.

Umiltà: non occorrono spiegazioni.

[Sara Reggiani]

Orecchio: per la lingua da cui si traduce ma soprattutto per l’italiano.

Letture: tante, infinite, ininterrotte, in italiano, per farsi l’orecchio di cui sopra, per scoprire risonanze con la lingua da cui si traduce. Indispensabili alla formazione costante del traduttore.

Passione: da leggersi anche come ossessione, rovello. Si convive con il testo da tradurre, ci si pensa in continuazione, anche senza pensarci.

Perseveranza: sia benedetta internet ma, nel caso, cercare anche altrove, andare in biblioteca, costruirsi una rete di «consulenti», chiedere senza ritegno.

[Cristiana Mennella]

Puntualità: sembra scontato ma non lo è. La triste verità è che un ritardo sulla consegna può essere anche solo il risultato di un banale errore di calcolo quando si programmano i tempi: non tenendo conto, per esempio, di un improvvisa svolta ipertecnica (o ipernoiosa) del testo, o di imprevisti personali che possono capitare (e capitano).

Dubbio: una forma di dubbio piuttosto radicale, che consiste nel non zittire mai il campanellino che scatta quando una frase suona un po’ “stranetta”. È vero, nella metà dei casi si tratta di una licenza poetica dell’autore, da rispettare, ma a volte c’è un’altra spiegazione, ossia un significato accessorio di cui il traduttore ignorava l’esistenza.

Risolutezza: traducendo un testo ci si assume tutta la responsabilità della sua versione in un’altra lingua, che conterrà necessariamente un certo grado di imprecisione e infedeltà, e anche di queste bisogna farsi carico. Dopo aver ascoltato tutti i dubbi, consultato tutte le fonti, affrontato tutti i dilemmi, è necessario combattere il terrore di tradire il testo ed essere risoluti: rimuginare sul dissidio dell’ “intraducibilità” non fa bene al traduttore né al testo.

Distacco: per non cedere alla tentazione di abbellire/semplificare/disambiguare il testo. Vale sempre la pena ricordare a se stessi che, per quanto sia inevitabile a un certo punto cominciare a considerarlo come una propria creatura, un libro ha già un autore e non ne serve un altro.

Disciplina: in questo come in tutti i mestieri solitari e non supervisionati, è fondamentale essere dei bravi capitani di se stessi.

[Assunta Martinese]
Consapevolezza: davanti a un contratto è fondamentale capire cosa si sta firmando. Il diritto d’autore applicato alla traduzione è materia delicata in Italia, perché i traduttori sono spesso pagati poco e non godono degli stessi diritti degli autori. Con la speranza che le cose possano un giorno cambiare, vi invito a leggere e rileggere con attenzione il contratto per avere ben chiaro cosa state accettando con la vostra sottoscrizione.
[Tiziana Bello]

Qui trovate le altre parole del nostro glossario.

[Foto di Joshua Sortino]

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