Editando «Il Tullio e l'eolao»: l'incontro con Davide Rigiani raccontato dalle corsiste
Nel dicembre 2020, durante il percorso di formazione in editoria, abbiamo organizzato un’esercitazione di editing in cui i partecipanti avrebbero letto un manoscritto selezionato da Fabio Stassi e avrebbero poi partecipato a un incontro con l’autore, esponendogli le loro opinioni sul testo, sollevando eventuali dubbi e proponendo, dove lo ritenessero necessario, alcune modifiche.
L’autore era Davide Rigiani e il suo testo, «Il Tullio e l’eolao più stranissimo di tutto il Canton Ticino», sarebbe stato pubblicato nel maggio 2022. Dopo essersi aggiudicato Premio Berto, quest’anno il romanzo ha vinto sia il Campiello Junior 2023 per la categoria 11 – 14 anni sia il Premio POP.
Abbiamo chiesto alle nostre corsiste di raccontarci i loro ricordi e le loro impressioni su quell’incontro e che cosa si prova a fare un lavoro di editing su un romanzo capace di ottenere poi tutti questi prestigiosi riscontri.
Quando Fabio Stassi, durante il corso di editing, ci ha comunicato che avremmo letto ed editato «Il Tullio e l’eolao più stranissimo di tutto il Canton Ticino», sono rimasta subito incuriosita dal titolo e mi sono chiesta: ma che cosa sarà un eolao? Immergendomi nelle divertenti pagine del libro di Davide Rigiani, ho scoperto un mondo fantastico popolato da creature misteriose, gatti che si chiamano come avverbi o congiunzioni, personaggi buffi e stravaganti che non si annoiano mai. Mi sono ritrovata a leggere le avventure del Tullio e del suo eolao con il sorriso sulle labbra, gustandomi ogni bizzarra scena che la famiglia Ghiringhelli si trova ad affrontare.
Durante la lettura mi sono interrogata più volte sul potere sconfinato della fantasia, capace di creare universi paralleli in cui da un bruco, trovato per caso nell’insalata, può nascere un eolao, in cui un bambino di quinta elementare si ritrova catapultato in una realtà esilarante, fatta di cavalieri medievali e piante carnivore. E cosa c’è di più bello, alla fine, che immaginare mondi diversi dal nostro in cui poter essere felici?
Leggere questo libro e dare il mio piccolo contributo nella fase di editing è stato un regalo, perché tra quelle pagine sono tornata bambina per un istante, sognando un mondo in cui anche l’impossibile può trasformarsi in realtà.
Lara Dalla Vecchia
Mi sono avvicinata al «Tullio e l’eolao» con molta curiosità, un po’ di timore – Fabio Stassi ci chiede se ci va di leggere un manoscritto che minimum fax aveva deciso di pubblicare – e una certa soggezione: è previsto un incontro con l’autore, Davide Rigiani, al quale potremo esporre le nostre impressioni ed eventuali suggerimenti di editing.
Non immaginavo che mi sarei immersa all’istante in un mondo fantastico, popolato da animali che sembrano usciti da un bestiario cortazariano e strambi personaggi di ascendenza calviniana. Al Tullio poi, questo timido bambino a cui frullano per la testa eoleolaolai e un sacco di altre idee bizzarre, ci si affeziona proprio.
Era da tempo che non mi capitava di essere catturata e ammaliata in questo modo dalla lingua di un romanzo. Nel «Tullio e l’eolao» Davide Rigiani gioca con l’italiano, lo plasma, lo modella, si diverte; gli avverbi diventano gatti, le metafore, veri e propri personaggi, in una festa del linguaggio che fa sorridere, riflettere, commuovere, e che vorresti non finisse mai.
Avere l’occasione di confrontarsi con Davide e Fabio, con la loro generosità e disponibilità, è stata una grande opportunità di crescita, e leggere il libro in anteprima un privilegio per cui li ringrazierò sempre.
Elisa Leandri
La prima cosa che mi ha colpito del testo di Davide Rigiani è, ça va sans dire, il titolo: bizzarro, fantasioso e «sgrammaticato», permette già di intuire alcuni dei punti di forza di questo libro così particolare che oscilla tra realtà e fantasia, in cui il lettore viene preso per mano e trascinato in un viaggio surreale e travolgente lungo un anno scolastico che, per il protagonista e i suoi amici, si rivelerà davvero indimenticabile.
Uno dei tratti più affascinanti del romanzo è l’attenzione alla sperimentazione e al gioco linguistico: le lingue e i dialetti si amalgamano, alcune parole si allungano e si restringono come il pongo, altre vengono montate, smontate e rimontate in una nuova veste, proprio come l’eolao, che perde i pezzi e cambia continuamente forma. Insomma, la lingua si tramuta in una festa spassosissima, e altrettanto divertente è la contrapposizione tra l’immaginazione colorata e sgargiante del Tullio, popolata da bizzarre creature, e l’ambientazione della vicenda in un paese, la Svizzera, generalmente associato all’austerità, all’ordine e alla disciplina. Il risultato è un testo gioioso e ironico, scanzonato e coinvolgente, in cui si sorride e, in molti punti, si ride di gusto, e in cui emergono non solo la cura e la precisione narrativa e linguistica, ma anche la gioia esplosiva e il divertimento del processo di scrittura.
Un altro punto di forza del «Tullio e l’eolao», che mi ha ricordato i testi di Rodari, Calvino e Piumini, e i film di Wes Anderson, è il modo in cui l’autore gioca con gli schemi narrativi, sovvertendoli e smantellandoli, dando così vita a un libro che può piacere ai bambini e ai ragazzi, ma anche agli adulti, e perdipiù può creare occasioni di confronto tra lettori di età diverse.
L’esercitazione è stata piacevole e ricca di spunti interessanti: Davide Rigiani ha ascoltato con grande disponibilità e attenzione le nostre osservazioni, e Fabio Stassi ci ha sapientemente guidato nell’approccio con l’autore e nel processo di strutturazione dell’editing.
Sono davvero felice che il Tullio e l’eolao abbiano fatto tutta questa strada, e spero che il loro viaggio prosegua e li porti alla scoperta di nuovi, «strampalatissimi», universi.
Livia Novello Paglianti
Leggere un manoscritto inedito è un viaggio affascinate, un’avventura che ti porta dentro le potenzialità di una storia e di una voce narrante, e ti permette di scoprire le mille possibilità della lingua scritta. Una ricerca che ti assorbe, tra letture e riletture, e ti spinge verso nuovi orizzonti. È un modo di osservare il mondo. Ho capito che questa avventura non la si può affrontare da soli. Serve una Guida (con la lettera maiuscola) che, con generosità, ti indichi le direzioni possibili, ti insegni a leggere le mappe e a orientarti con una bussola.
Non basta. Grazie a minimum fax e a Fabio Stassi ho compreso che devi imparare anche a guardare da punti di vista e da prospettive differenti, con sensibilità, cura e attenzione; ci vuole senso del ritmo, musica e ascolto. Così, quando hai la fortuna di trovarti tra le mani la prima versione de «Il Tullio e l’eolao più stranissimo di tutto il Canton Ticino», ti ritrovi catapultato tra le pagine di un mondo insolito, che rimanda a Rodari e non solo. Ed è tra quelle pagine, grazie al confronto con la guida, con l’autore e con i tuoi compagni d’avventura, che comprendi quanto una storia possa diventare davvero grande, universale e speciale.
Francesca Montuschi
Quando ripenso all’esercitazione che abbiamo svolto nel dicembre 2020 con Fabio Stassi e Davide Rigiani, autore del vivace e sorprendente libro intitolato «Il Tullio e l’eolao più stranissimo di tutto il Canton Ticino», un sorriso spontaneo si dipinge sul mio volto. Quest’opera è un autentico concentrato di freschezza e vivacità, capace di regalare una prospettiva unica sulle cose.
La lettura di queste pagine mi ha aperto una finestra su un mondo trasognante. Attraverso le parole dell’autore, ho potuto assaporare l’essenza di un’avventura al contempo straordinaria e introspettiva, in cui i confini tra realtà ed esperienza della realtà si sfumano e creano un universo in cui la fantasia prende vita, dona nuovi colori e stravolge il linguaggio.
L’incontro con Davide Rigiani è stato un momento di gioia condivisa. Nonostante il contesto serio e professionale del laboratorio di editing, Rigiani ha saputo donare un tocco di dinamismo e passione, creando un’atmosfera degna del lessico iperbolico che caratterizza «Tullio e l’eolao».
Sia l’autore che il suo libro meritano appieno il successo ottenuto. La sua capacità unica di catturare l’immaginazione di lettori di tutte le età e di far sorridere gli animi lungo l’intero percorso narrativo è un dono che vale la pena celebrare.
Mariapia Muccigrosso
