Un anno che si chiude, uno che si apre: la dimensione collettiva del lavoro editoriale e del percorso di editoria
Ci facciamo accompagnare da Marica Priore, allieva del percorso di editoria del 2025, nella transizione fra l’anno di formazione appena concluso e l’anticipazione di quello che si sta per aprire: partirà infatti il 24 gennaio la nuova edizione del percorso formativo. In questo articolo andiamo a indagarne le basi, che sono le stesse del processo in casa editrice: l’importanza della dimensione collettiva e del lavoro di gruppo.
Il mondo editoriale per i non addetti ai lavori è un campo quasi sconosciuto: chi non lavora al suo interno difficilmente riesce a comprendere ciò che accade dietro le quinte di una casa editrice.
Eppure, quella editoriale è una realtà che affascina. Possiede lo stesso fascino che un lettore o una lettrice subisce nel momento in cui si addentra tra le pagine di un libro e viene rapito da nuove fantasie, immaginazioni; dalle storie che ci racconta la narrativa, dalle suadenti melodie della poesia, dall’interesse che suscita la saggistica…
E mentre alcuni leggono, si interessano e approfondiscono per puro interesse, altri sviluppano l’intenso ardore di farsi parte di quel processo che, invece, i libri li crea. Dapprima nasce la curiosità, poi la ricerca. Che cosa posso fare, io, per entrare a far parte di questo universo? Come posso rendermi partecipe della creazione di un libro? Le risposte a queste domande possono essere tantissime. Perché tantissime sono le fasi e le sfumature che portano un’idea fino allo scaffale di una libreria e, infine, nelle mani di una persona.
Ma dietro i colori delle copertine, dietro l’odore delle pagine e dell’inchiostro stampato si rivela una dimensione complessa e tutta da scoprire. Questo è quello che il Percorso di Editoria di minimum lab si propone di fare: svelare un arcano nascosto. Per questo la scuola della casa editrice di minimum fax offre, per chi è indeciso oppure chi meglio vuole comprendere prima di intraprendere una strada lunga un anno, una serie di lezioni aperte.
La prima, tenutasi mercoledì 5 novembre 2025, ha visto la partecipazione di Daniele Di Gennaro e Luca Briasco, rispettivamente il fondatore e il direttore editoriale della poco più che trentenne casa editrice.
Daniele Di Gennaro
Il primo, durante il corso ha voluto esporre il significato e il sentimento che smuovono una persona (o un gruppo di persone, come in questo caso) nell’aprire una casa editrice. Partendo dalla sua storia personale, quando nel 1992, un appassionato che ha sempre vissuto in solitudine le curiosità per il mondo dei libri si è ritrovato attorno altre persone che volevano nutrire la sua stessa curiosità. Ed è proprio attraverso il concetto di collettività che si è costruita la casa editrice. Lo affermano con convinzione i suoi stessi libri: nelle ultime pagine sono apposti i cosiddetti “Titoli di coda”, in cui viene fatto il nome di ogni persona che ha preso parte alla sua creazione. Dalla traduzione, se è un libro in lingua straniera, o dall’editing, se italiano, alla correzione, promozione e distribuzione.
Così ci si può rendere conto che ogni meccanismo è importante, ogni persona è essenziale. Ma non solo per il ruolo che svolge, quanto per la visione globale che ognuno ha. Quello che, come Di Gennaro afferma citando La Capria, è un senso comune: un agglomerato di idee e intuizioni in cui tutti i pareri contano. Perché è nell’eterogeneità delle anime che bisogna credere. È nella diversità dei singoli che risiede la forza di un flusso. In cui gli innovatori non subiscono passivamente un canone, ma ne creano un altro, come forza di liberazione.
Da quell’eterogeneità deriva una nuova promessa. La promessa di accrescere sempre di più il proprio bagaglio culturale. È proprio vero che non si smette mai di imparare! Di Gennaro ce lo fa capire: dobbiamo essere dotati di una sorta di “strabismo letterario”. Guardare con occhi sempre nuovi tutte le arti, non smettere mai di nutrirsi di ciò che ci circonda. Attingere da vari linguaggi, dalle arti visive, al cinema, ad altri piani linguistici. Osservare con attenzione e riporre quella stessa attenzione e cura nell’oggetto che si va a produrre. Al fine di rendere quella spinta iniziale una nuova energia.
Luca Briasco
L’intervento di Luca Briasco, invece, è partito con il suo racconto professionale. Da Fanucci a Einaudi Stile Libero, alla sua attività di traduttore, fino al suo approdo a minimum fax. Anche lui rimarca il senso di un lavoro collegiale. Spiegando agli studenti che una casa editrice non ha una struttura piramidale, fa intendere che non esiste un ruolo al suo interno che non sia strategico e centrale. Ma ogni funzione acquista centralità. Nel momento in cui una realtà editoriale riesce a far esaltare questa centralità, nel momento in cui si applica una spinta collettiva, una forza dirompente, un afflato conduce alla creazione di un libro che viene “spinto” da tutti quanti.
La convinzione alla base dei corsi di minimum lab, pertanto, è quella di voler insegnare ai propri studenti un principio fondamentale: sono l’unione delle idee delle persone che lavorano all’interno di una casa editrice, il ragionamento collettivo, il continuo interscambio e confronto a ottenere un risultato, il libro.
Non si potrebbe ottenere lo stesso risultato con l’esternalizzazione, pratica che oggi giorno è molto comune, basata sul fatto che buona parte delle funzioni vengono affidate a figure esterne per un risparmio economico. Ciò non toglie che anche realtà esterne, come lo studio editoriale La Matita Rossa, la cui caporedattrice, Sara Meddi, è intervenuta nel corso della lezione, di fatto lavorano come una vera e propria redazione coordinata collaborando con più case editrici. Anche in questo caso non si parla di un lavoro del singolo ma di quello di un gruppo che cura libri o, addirittura, intere collane.
Tuttavia, sebbene i benefici economici dell’esternalizzazione possano essere vantaggiosi, ci sono anche dei contro. Innanzitutto, verrebbe meno proprio quel senso di progettazione e ragionamento collettivo degli individui. Perché l’editoria è fatta di persone, e ognuna di loro è in grado di fornire il proprio contributo e allo stesso tempo arricchirsi, ascoltando e imparando dagli altri.
Conclusione
Dopo un anno di lezioni del Percorso di Editoria, posso confermare che quel senso di collettività e collegialità è essenziale. È stato inevitabile. Il confronto continuo con gli altri studenti e le altre studentesse durante le ore di lezione; le conversazioni e gli stimoli scambiati con i docenti provenienti da più realtà legate al mondo del libro, sia italiane che estere; la riflessione autonoma che ne seguiva quando si spegneva il computer; e poi, finalmente l’incontro in presenza nella sede di minimum fax con tutti i volti che per mesi erano stati delle ombre a luci blu dietro gli schermi. I rapporti si sono rafforzati, le idee hanno preso forma e si sono concretizzate, come la newsletter, Passe-Partout. La chiave per ognidove, ideata da un piccolo gruppo di allieve del corso, che da semplice “compito a casa” è diventata un progetto indipendente, in cui in ciascun numero più voci sviscerano un argomento sotto diversi punti di vista. Con l’analisi di romanzi o di film e serie tv, con i racconti del folklore e della mitologia, per poi addentrarsi in molteplici campi della cultura.
Marica Priore è laureata in Lettere e Filologia Moderna, lavora in una fondazione, curando gli aspetti editoriali delle varie pubblicazioni. Scrive per un blog di libri e cinema e si diverte a parlarne anche in un podcast. Ha frequentato l’edizione 2025 del percorso di formazione in editoria, e con altre compagne ha creato la newsletter Passe-Partuot.
