Consigli di lettura: una staffetta fra un'edizione dell'officina che si chiude e una che si apre
Abbiamo chiesto ad allieve e allievi del nostro laboratorio di narrativa Questa storia è un’officina di consigliarci un libro: a chi ha frequentato l’edizione che si è appena conclusa, il titolo che si porterà dietro dopo questa esperienza; a chi parteciperà alla nuova edizione, in partenza ad aprile, il titolo che metterà nello zaino per cominciare questo viaggio.
Ne è venuta fuori una staffetta di letture, un passaggio di testimone fatto di libri, fra la vecchia classe e la nuova.
Armadio di famiglia, Gianni Denaro, minimum fax
Questo libro ci ha fatto compagnia (e dato speranza) durante tutto il laboratorio: è un’autobiografia in forma di guardaroba, nella quale gli abiti sono il lessico familiare di una famiglia intera, narrato con uno sguardo molto personale su un tema classico.
il consiglio di: Elena Cicalini, officina 2025
Piatti rotti, Esther Bondì, Giulio Perrone editore
Mi ero avvicinata al corso dopo aver letto due libri che in me avevano scosso qualcosa: Franchini e Calandrone, Il fuoco che ti porti dentro e Dove non mi hai portata. Ma durante il corso ho avuto la sensazione di avvicinarmi a quel qualcosa dentro di me sempre di più, perché conoscere autori più vicini alla mia generazione, è stato importantissimo. Ho iniziato a rispecchiarmi in qualcosa di più vicino a me. Ho iniziato a vedermi davvero. O almeno questa è la mia impressione del momento.
E quindi, per risponderti: ora il libro che mi porterò nel cuore è Piatti rotti di Esther Bondì.
La sua lingua, il suo mondo narrativo, la sua penna emotiva, il suo essere una ragazza cresciuta in questi anni 2000, mi è rimasto dentro. Un pennarello indelebile.
il consiglio di: Anita Otto, officina 2025
Carola Susani
Io più che un libro, da questo corso porto con me un’autrice che, ahimè, non conoscevo, ovvero Carola Susani. Per me è stata una scoperta. Oltre che i suoi interventi puntuali e illuminanti, mi ha trasmesso freschezza, profondità e amore per ciò che fa. Grazie a lei, mi sono ricordata una volta in più, che scrivere fa bene.
il consiglio di: Caterina Panetta, officina 2025
La suora giovane, Giovanni Arpino, Ponte alle Grazie
Il libro che porterò con me è La suora giovane di Giovanni Arpino. Un’eco di questo romanzo ora è anche in un mio racconto.
il consiglio di: Simone Bonacelli, officina 2025
Uomo che dorme, Georges Perec, traduzione di Jean Talon, Quodlibet
Durante il laboratorio di scrittura Graziano Gala mi ha consigliato il libro “Un uomo che dorme” di Georges Perec in quanto tratta in maniera magistrale un tema affine al progetto a cui sto lavorando e che è nato proprio durante l’officina.
Chi racconta è uno studente che una mattina decide di azzerare la sua vita, di vivere il “rifiuto del mondo” nutrendo l’indifferenza verso ogni aspetto dell’esistenza, eliminando ogni desiderio, spinta vitale, progetto, emozione. “Non volere più niente. Vagare, dormire. […] Tenersi lontano da ogni progetto, da ogni smania”.
La storia è raccontata con l’uso del pronome “tu” al posto di “io”, in un dialogo intimo del protagonista con sé stesso. La struttura del testo è simile a un diario in cui si accumulano in modo frammentario il racconto dei sogni, degli stati di alienazione, la routine quotidiana e il vagare solitario del protagonista per le strade di Parigi. Momenti di vita ordinaria in cui l’atarassia è contrapposta al dinamismo, all’attivismo propri della mentalità occidentale.
Perec ci consegna un libro zeppo di citazioni, allusioni, riferimenti letterari ribaltati, giochi di parole, con un finale sorprendente e straordinario.
il consiglio di: Silvia Messina, officina 2025
Malinverno, Domenico Dara, Feltrinelli
Io metterei nello zaino Malinverno di Domenico Dara: bellissima scoperta nel panorama della narrativa contemporanea, mi ha accompagnata in un gennaio berlinese molto ghiacciato. La sua atmosfera raccolta e il dialogo interiore del protagonista mi hanno affascinata dalle prime pagine. Il mondo che dipinge è allo stesso tempo pacato ed esplosivo, silenzioso ed emotivo, in una dicotomia che la trama scioglie capitolo dopo capitolo.
il consiglio di: Elisa Barone, officina 2026
Alla linea, Joseph Ponthus, traduzione di Ileana Zagaglia, Bompiani
Fra tutti, direi che mi porterei dietro Alla linea di Joseph Ponthus.
Nel suo uso ragionato di poche parole c’è tutto: il corpo, il lavoro, il dolore, l’amore in ogni forma, il sentirsi troppo grandi per la vita che si conduce ma allo stesso tempo troppo piccoli per poter cambiare le sorti proprie ed altrui.
Su ogni cosa aleggia la letteratura, soluzione salvifica alla grevità del quotidiano ed alla transitorietà dell’esistenza.
Goliarda, Tove, Amor, Elizabeth e gli altri spero capiranno.
il consiglio di: Marianna Rapisarda, officina 2026
Cent’anni di solitudine, Gabriel García Márquez, traduzione di Ilide Carmignani, Mondadori
Non si può mica portare un solo libro quando si parte per un viaggio 🙂
Ma se così deve essere, prendo al volo il libro in cima alla pila sul comodino: Cent’anni di solitudine. Per la narrazione complessa, a cicli continui, dai fraseggiamenti ampi, ricchi di un vocabolario articolato, che crea ed esplora un mondo irrealistico, una ragnatela a mille strati in cui m’impiglio – a dispetto dell’assenza, a mio avviso, di scavo psicologico, reso diversamente, per immagini, e prioiettato nel paesaggio narrativo.
il consiglio di: Thomas Lehn, officina 2026
Franz Kafka, Walter Benjamin, traduzione di Isabella Amaduzzi, Feltrinelli
Nel 1934, dieci anni dopo la morte di Kafka, Benjamin ne rilegge l’opera: munito di grande sensibilità ed eccezionale acume critico, il filosofo tedesco ci accompagna nella lettura di uno degli autori più enigmatici del Novecento, dandoci un saggio, allo stesso tempo, di cosa può essere la letteratura e di cosa può essere la critica letteraria.
il consiglio di: Luigi Sepe, officina 2026
Olive Kitteridge, Elizabeth Strout, traduzione di Silvia Castoldi, Fazi
Se dovessi portare un solo libro, sceglierei Olive Kitteridge di Elizabeth Strout.
La protagonista, Olive, è il mio personaggio letterario preferito: schietta, ironica, senza fronzoli.
Amo anche lo stile narrativo dell’autrice: la sua scrittura mi sembra pungente, incisiva e estremamente efficace nel delineare personaggi, paesaggi, situazioni. Si sofferma su dialoghi o momenti all’apparenza banali, che risultano però poetici e al tempo stesso significativi, permettendo di cogliere anche gli aspetti quotidiani dei personaggi, proprio quelli che li rendono così profondamente umani.
il consiglio di: Laura Oberti
Il Signore delle mosche, William Golding
Posso suggerire il libro Il signore delle mosche di William Golding. L’ho letto a 13 anni, è stato il primo che mi ha colpito molto, ha segnato una svolta nei libri che leggevo.
il consiglio di: Alessandro Carmignani, officina 2026
Il mondo secondo Garp, John Irving, traduzione di Pier Paolo Paolini, Rizzoli
La lettura he consiglio è Il mondo secondo Garp di John Irving. In realtà è un libro che ho letto un po’ di tempo fa, forse tre anni fa, ma l’ho scelto perché se ci penso è uno di quei libri che mi piacerebbe non aver letto proprio per poterlo rileggere di nuovo per la prima volta. È una storia assurda, grottesca, con episodi esilaranti, ma anche toccante e profondo. Lo consiglio assolutamente a chi ha la fortuna di non averlo ancora letto.
il consiglio di: Cristina Di Bona, officina 2026
Avviso ai naviganti, Annie Proulx, traduzione di Edmonda Bruscella, minimum fax
Nello zaino per venire in officina non ho dubbi su cosa scegliere, perché nel mio zaino ci metto sempre lei: Annie Proulx.
Per quest’avventura porto Avviso ai naviganti (The Shipping News, Scribner 1993) tradotto in italiano da Edmonda Bruscella per minimum fax.
Annie l’ho conosciuta per la prima volta con il suo Distanza Ravvicinata, una raccolta di racconti ambientati nell’anima scura e profonda del Wyoming e ho imparato a digerire la sua scrittura “da cowboy”: sporca di bestiame, dritta come una foratura di trapano nelle relazioni tra umani distanti e disperati, reale come la vita che passa. Avviso ai naviganti mi porta in mare, tra capitoli dedicati ai nodi da marinai e un personaggio che ricomincia dal ventre di un ambiente isolato più vivo e brutale che mai.
il consiglio di: Linda Magnani, officina 2026
