Un anno a minimum lab

UN ANNO A MINIMUM LAB

Uno speciale a cura delle allieve del percorso di formazione in editoria che, dopo un anno di lezioni, ne ripercorrono i temi principali, dando per ognuno degli spunti di approfondimento.
In chiusura, poi, una lista di consigli di lettura, ascolto e visione.


Le giuste distanze

a cura di: Mariagrazia Coco, Lara Dalla Vecchia, Carmela Fabbricatore,
Emanuela Marino, Livia Novello Paglianti, Alessia Quartarone.
collage: Emanuela Marino.

In questi nove mesi particolari, a tratti difficili, abbiamo trascorso insieme diversi fine settimana, senza mai incontrarci di persona. Non ci siamo mai guardate negli occhi, non abbiamo condiviso un caffè, una sigaretta o una pausa pranzo, ma abbiamo imparato a condividere le idee, ad ascoltarci, e a conoscerci in altri modi, un po’ insoliti, ad esempio sbirciando i titoli in una libreria, osservando un quadro o un poster appesi a una parete, oppure percependo, in sottofondo, l’abbaiare di un cane o il miagolio di un gatto, la voce di un genitore o di un figlio. Così, sebbene fossimo lontane, sparse qua e là per la penisola, abbiamo potuto accorciare le distanze e sentirci più vicine. In questo speciale, curato da noi allieve, raccontiamo quello che più ci è rimasto impresso dei corsi di minimum lab, e vi daremo qualche spunto utile per approfondire i temi trattati, il tutto accompagnato dai bellissimi collage di Emanuela. E, se volete seguirci, Lara vi parla di libri qui, e Carmela qui.



REDAZIONE

La pigrizia non è per il settore.

Enrica Speziale, caporedattrice minimum fax

Come funziona una redazione? Ve lo spieghiamo con una metafora.
Prendi un marinaio e la sua ciurma in alto mare. Il caporedattore è come il comandante e deve stabilire la rotta in base alla destinazione scelta. A guidarlo, una bussola particolare, fatta da: piano editoriale, calendario commerciale e calendario di lancio.
Sulla nave, la ciurma è al lavoro. L’obiettivo è arrivare a destinazione e prendersi cura della nave. I correttori di bozze sono come il nostromo e i mozzi verificano che tutto sia in ordine e che non ci siano né errori né refusi. I loro strumenti sono: libro, righello e penna rossa.
Chi impagina, come il timoniere, guarda alla meta e tiene il timone. Si veste il libro tramite InDesign con interni e copertina.
Il porto è ormai vicino, ci si avvicina pian piano, si fanno gli ultimi ritocchi e il libro è pronto, la nave ha attraccato. Ora, per presentare il tesoro, lo si deve fare circolare fisicamente (ma anche digitalmente!).
Ed ecco che, prima di scendere dalla nave, si preparano le merci (anche in digitale!), tramite software specifici (InDesign, Sigil, Adobe Digital Edition e Kindle Previewer)  e, dopo tutte le verifiche opportune tramite l’Epub Validator: ci siamo! Si sbarca!



EDITING

Sciascia si realizzò pienamente, come editore, a Palermo. Nella casa editrice Sellerio. Di suo pugno scrisse che aveva voluto smentire la convinzione diffusa che «stampare libri in Sicilia è come coltivare fichidindia a Milano».

Leonardo Sciascia scrittore editore ovvero La felicità di far libri, Palermo, Sellerio, 2019

Essere un buon editor significa affinare i sensi e saper svolgere, all’occorrenza, diverse mansioni, proprio come un puparo, che è allo stesso tempo attore, falegname, pittore e sarto. L’editor tiene gli occhi aperti: legge tanto, si informa e conosce a fondo il mercato editoriale. Inoltre, ha fiuto e buon gusto nell’individuare, tra le tante proposte, quelle più adatte per la casa editrice. È fondamentale che abbia tatto nel rapportarsi con gli autori, gli agenti e le figure della filiera editoriale. Deve poi avere l’orecchio fine, ovvero saper “ascoltare” il testo, capire se il ritmo scorre e se la storia si sviluppa in modo coerente, senza trascurare l’attenzione allo stile. L’editor possiede, insomma, una specie di sesto senso, che gli permette di riconoscere il valore, anche potenziale, di un testo. Scopri quali sono i ferri del mestiere di alcuni editor cliccando qui, qui, qui e qui.
 



COMUNICAZIONE

La scrittura per il web non è mai banale, non è noiosa, sa essere creativa come quella su carta. Solo bisogna farne pratica, avere disciplina e consapevolezza delle regole. […] Dobbiamo essere portatori di un approccio nuovo fatto di curiosità, apertura di sguardo e di intenti, sensi. Dobbiamo essere coraggiosi, spingerci dove ci fa più paura, condividere timori, non temere ma corteggiare la solitudine.

Simona Sciancalepore, Manuale di scrittura creativa. Tecniche ed esercizi per creare contenuti originali per il Web, Milano, Apogeo, 2019

Che si tratti di un libro o di qualsiasi altro prodotto culturale, il panorama contemporaneo offre molteplici spazi entro cui comunicare. Luoghi fisici e non, che ci conducono a destinatari più o meno determinati e che suggeriscono quanto vasto possa essere il margine di scelta dei nostri linguaggi e contenuti. Saper selezionare, scegliere e proporre, osservare gli orizzonti, sempre più estesi, verso cui dirigere un messaggio con sguardo critico è fondamentale per una buona comunicazione. Ma il vero segreto per una comunicazione davvero efficace è la creatività. Mettere in relazione la propria personalità e i propri interessi con ciò che si comunica è la chiave per rendere originale e unico il proprio lavoro. Occuparsi di comunicazione, allora, è una grande occasione per chi vuole sperimentare con curiosità e cimentarsi nella ricerca di nuovi strumenti e linguaggi. Ma orientarsi nel mare magnum del web non è cosa semplice, specie se si è alle prime armi. In questa puntata di Abisso editoriale, trovate informazioni utili e pratici consigli per approcciarsi alla comunicazione web con il piede giusto.



DIRITTI

In generale, l’infinità è un aspetto abbastanza tangibile del mestiere editoriale, non fosse altro perché estende l’esistenza di un autore defunto oltre i limiti da lui stesso immaginati, o fornisce all’autore vivente un futuro che tutti noi preferiamo considerare infinito.

Iosif Brodskij, Come leggere un libro – Intervento pronunciato all’inaugurazione del primo Salone del libro di Torino, nel maggio del 1988, in Profilo di Clio, Milano, Adelphi, 2003

Lo sai che alle fiere anche gli editori comprano i libri?
Al Salone del libro di Torino puoi trovare una zona riservata alle acquisizioni e alle trattative chiamata Rights Centre. In appuntamenti di mezz’ora si raccontano i libri a editori stranieri e si contratta per nuovi titoli che potrebbero entrare a far parte del catalogo. Per scoprire il dietro le quinte del ruolo dell’ufficio diritti, ti basta ascoltare questa puntata di Chiara Rea del podcast Vita da minimum. Se non ti spaventano i contratti e vuoi dare sfogo alla tua vena artistica con newsletter e rights list creative e originali, allora l’ufficio diritti può diventare il tuo habitat naturale.



COMMERCIALE

La capacità di far leggere (o per lo meno comprare) certi libri è un elemento essenziale della qualità di una casa editrice. Il mercato […] è la prima ordalia dell’editore, nell’accezione medievale del termine: una prova del fuoco che può mandare in fumo considerevoli quantità di banconote.

Roberto Calasso, L’impronta dell’editore, Milano, Adelphi, 2013

Come nascono i libri unici?
Un nuovo libro approda in casa editrice. Come si arriva alla pubblicazione? Tocca al reparto commerciale stabilire una prima previsione di tiratura, prezzo, posizionamento e data di uscita. Se la valutazione rischio-opportunità ha esito positivo, la macchina editoriale prende il via. Ma il lavoro del commerciale non è solo fatto di numeri, come si pensa spesso, è anche molto creativo. Chi ricopre questo ruolo deve raccontare il libro al momento giusto alle persone giuste: rete di promozione e librai. C’è chi lo fa in maniera unica e innovativa. Nel 2019 è nato il podcast Copertina, ideato da Matteo B. Bianchi, ideale per chi non vuole perdersi nel mare delle novità editoriali. In ogni puntata è intervistato un libraio o una libraia, che racconta della sua libreria e dà consigli di lettura. Se hai creatività, capacità organizzativa e ti piacciono i numeri, il reparto commerciale di una casa editrice è quello che fa per te.


TRADUZIONE

Per capire un testo – e a maggior ragione per tradurlo – bisogna fare un’ipotesi sul mondo possibile che esso rappresenta.

Umberto Eco, Dire quasi la stessa cosa, Milano, Bompiani, 2003

Hai mai pensato che un traduttore è simile a un artigiano? Se il falegname lavora il legno, il traduttore lavora con le parole. Entrambi si devono dotare di pazienza, sangue freddo, precisione e creatività, e di diversi strumenti: da una parte, scalpello, sega, pialla e punteruolo, dall’altra i dizionari (bilingue e monolingue, analogici, dei sinonimi e dei contrari, delle collocazioni),la Grammatica italiana di Luca Serianni e Internet. Ma non è finita qui… anche quando tutto sembra pronto, bisogna limare e perfezionare: se la levigatrice rifinisce il legno, la revisione è un ulteriore labor limae sul testo tradotto. Ricorda, come ha detto Cristiana Mennella, che «tradurre non si insegna, ma si impara». E non scordare che, senza un buon contratto, il tuo lavoro perde valore. Se non ti senti molto ferrato, affidati a Strade. Guardati sempre intorno e non smettere mai di essere curioso: puoi consultare ibuk, New Italian Books, la rivista Tradurre, e frequentare alcuni corsi, come minimum lab, Parole migranti, FUSP, Scuola del libro, Scuola estiva di traduzione “Gina Maneri e Anna Rusconi”.



I NOSTRI CONSIGLI

Lara
Traduttrice, vado sempre in giro con un libro nella borsa e ho un debole per la cancelleria. Nel tempo libero accumulo libri e studio svedese.

  • Per chi ama le storie d’amore travagliate: Il passato di Alan Pauls (Edizioni SUR).
  • Per chi cerca una storia familiare 2.0 con un protagonista indimenticabile: 4321 di Paul Auster (Einaudi).

Livia
Traduttrice dall’inglese e dal francese, perennemente lost in translation. Mi piace nuotare al mare, dormire in treno, rovistare nelle bancarelle dei mercatini e leggere più libri contemporaneamente.

  • Per chi sogna un’estate da brivido: Loro di Roberto Cotroneo (Neri Pozza), una storia di fantasmi con tanto di malefiche gemelle alla Shining e colpo di scena finale, che strizza l’occhio al romanzo gotico, e Them, disponibile su Prime video. Questa serie antologica, che piacerà agli amanti di Jordan Peele (Get outUs), racconta la storia di una famiglia afroamericana, gli Emory, alle prese con gli orrori del razzismo e della discriminazione nell’America degli anni Cinquanta. 
  • Per chi d’estate dà i numeri: Numeri uno. Vent’anni di collane in otto libri di Gabriele Sabatini (minimum fax) ci accompagna “dietro le quinte” dell’editoria, raccontando i percorsi che hanno portato alla pubblicazione di autori e autrici come Cesare Pavese, Elsa Morante e Goffredo Parise, le cui opere hanno inaugurato le principali collane italiane nel periodo compreso tra il 1939 e il 1958.

Alessia
Sogno di scrivere un libro ma nel frattempo mi nutro di storie scritte e cantate da altri; le mie stelle polari sono Pavese e De André.

  • Per chi è alla ricerca di spunti di riflessione e chiavi di lettura per comprendere meglio il nostro tempo: Spettri della mia vita. Scritti su depressione, hauntologia e futuri perduti di Mark Fisher (minimum fax)e Psicopolitica di Byung-Chul Han (Nottetempo).

Carmela
Di giorno sono immersa nei numeri, di notte nelle lettere. Sto studiando per trasformare la mia passione per i libri in una professione a tempo pieno. Il mio motto del momento è ora et labora.

  • Per chi sente di voler riconnettersi con le proprie radici: Conversazione in Sicilia di Elio Vittorini (Bompiani) e il nuovo singolo dei Nu Genea Marechià.
  • Per chi non ha paura di sperimentare e di deviare dalle solite strade letterarie: Sangue di Giuda, di Graziano Gala (minimum fax).
  • Per chi è alla ricerca di chiare, fresche e dolci voci, Dieci storie quasi vere di Daniela Gambaro (Nutrimenti).
  • Per chi vuole lasciarsi un brutto periodo alle spalle e non ricorda nemmeno più quand’è stata l’ultima volta che ha riso di gusto: Era meglio il libro di Valerio Lundini (Rizzoli Lizard) e tutte le puntate di Una pezza di Lundini, disponibili su Raiplay (in cui tra l’altro non mancano particolari momenti dedicati alla lettura).

Mariagrazia
Mediatrice interculturale, traduttrice e interprete. Insomma, mi occupo di lingue. Amo il mare, l’aria aperta e gli spazi condivisi. Adoro cambiare spesso smalto. Leggo un libro solo quando è il momento giusto…

  • Per chi vuole perdersi, Il grido di Luciano Funetta (Chiarelettere).
  • Per chi vuole allontanarsi, forse per ritrovarsi: Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés (Frassinelli).
  • Per chi vuole un sorso di spensierata leggerezza, La prima sorsata di birra. E altri piccoli piaceri della vita di Philippe Delerm (Sperling&Kupfer).
  • E per chi vuole esperire il diritto con un tocco diverso: La borsa di Miss Flite di Bruno Cavallone (Adelphi).

Emanuela
Filosofa con tante domande nella testa, amo leggere al mattino presto, come rito del buongiorno e dopo ogni libro non riesco a fare a meno di realizzare un collage.

  • Per chi ama la speculative fiction e ha un’immaginazione che proprio non riesce a rinunciare a scenari distopici, situazioni surreali e prospettive futuristiche, Le visionarie: fantascienza, fantasy e femminismo: un’antologia a cura di Ann e Jeff Vandermeer, Nero. Ventinove racconti (già in circolazione a partire dagli anni ’60) attraverso cui scoprire la voce di altrettante scrittrici che hanno avuto il grande merito di accostarsi alla narrativa di genere in modo anticonformista, talvolta avanguardista, dandone diverse chiavi d’interpretazione e lasciandone un’eco profonda, che si materializza in uno spazio di riflessione inevitabile per il lettore.
  • Per gli amanti delle biografie e di quelle storie senza tempo, Miles. L’autobiografia Miles Davis, Quincy Troupe, minimum fax. Un incredibile viaggio nella vita di Miles Davis, che ci rende partecipi dell’eccentricità della sua persona e ricostruisce la carriera di uno dei musicisti più incredibili di tutti i tempi. Il tono quasi mistico della prima persona, le vicende più intime, gli aneddoti di una vita fatta di sperimentazione vi faranno immediatamente venire voglia di ascoltarne o riascoltarne la discografia, ottima base per le vostre letture.

Bonus track

  • Per menti curiose che cercano libri femministi: la nuova casa editrice Le plurali della nostra Hanna Suni.
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